Fertilità e salute del suolo, ma nel rispetto della sostenibilità economica delle aziende agricole. Queste sono le nuove aspettative per l’agricoltura europea di oggi e di domani. Da alcuni anni il settore agricolo sta infatti affrontando una duplice sfida: da un lato la necessità di preservare la qualità e la fertilità dei suoli, obiettivi a cui mirano anche le più recenti normative europee, dall’altro il crescente aumento dei costi dei mezzi tecnici, in particolare dei fertilizzanti azotati, come constatato anche dalla FAO nel suo ultimo indicatore di riferimento.
L’azoto è peraltro elemento vitale, poiché rientra nei processi di fotosintesi clorofilliana e nella produzione di enzimi e altre proteine. Una sua carenza determina cali immediati e misurabili sia nelle rese quantitative, sia nella qualità dei raccolti stessi.
In questi scenari complessi diviene sempre più difficile sostenere le rese alla raccolta, motivo per il quale risulta fondamentale l’adozione di strategie innovative capaci di coniugare sostenibilità agronomica ed economica. In tal senso assumono particolare rilevanza le nuove proposte tecniche basate su microrganismi benefici, utili cioè a migliorare la disponibilità di nutrienti per le piante, in particolare di fosforo e azoto, senza aumentare gli input tradizionali.
A tale missione guardano due specifiche innovazioni di Sipcam Italia in campo microbiologico, ossia Nutex Power e Marvita Starfix. Il loro impiego in campo permette infatti di migliorare le dinamiche di solubilizzazione dei nutrienti, aggiungendo a ciò anche il beneficio di captare l’azoto atmosferico e di trasferirlo prima al terreno e poi alle colture.
La Direttiva 91/676/CEE, nota come Direttiva Nitrati, mira a proteggere le acque superficiali e di falda dall'inquinamento da nitrati, di cui l’origine agricola è parte in causa con gli effluenti di allevamento e l’uso di fertilizzanti azotati.
La Direttiva ha imposto la designazione di zone vulnerabili (ZVN), oggi maggioritarie in tutto il Nord Italia, fissando parimenti specifici limiti di spandimento in 170 chili annui di azoto per ettaro. Ciò riduce le potenzialità produttive di molte colture, a detrimento anche del reddito degli agricoltori.
Monitorare la resilienza e migliorare la salute dei suoli europei entro il 2050: questi gli obiettivi della Direttiva (UE) 2025/2360, nota anche come “Soil Monitoring Law”, adottata da Bruxelles a fine 2025. Il nuovo quadro normativo mira a gestire e risanare i siti contaminati e promuovere pratiche agricole più sostenibili per garantire sicurezza alimentare, biodiversità e mitigazione climatica.
Entro il 2029, gli Stati membri dovranno definire dettagliatamente ciò che si intende per “pratiche sostenibili”, creando parallelamente un registro pubblico dei siti contaminati o potenzialmente tali, avviando piani di gestione dei rischi.
Altro punto caldo della Direttiva è il consumo di Suolo, prima causa di depauperamento delle risorse nazionali ed europee. Attenzione particolare andrà posta dagli Stati Membri a fissare specifiche limitazioni alle pratiche urbane, civili e industriali che comportino impermeabilizzazione dei suoli.
La sfida è quindi bilanciare la riduzione degli input sull’ambiente, garantendo la sicurezza alimentare, intesa questa come quantità complessiva di cibo prodotta. Una sfida che viste le premesse di cui sopra rischia di non poter essere vinta per come le aspettative suggerirebbero.
Oltre alle acque e ai suoli, attenzioni crescenti sono poste anche sulla qualità dell’aria. Specifiche restrizioni all’uso sono state infatti prescritte a carico dell’urea dal Piano Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell'Aria, approvato tramite Decreto Legislativo attuativo della legge delega 91/2025. Tale norma intende accelerare l’allineamento del comparto agricolo con gli obiettivi europei relativi alla riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca.
Dal 1° gennaio 2028 entreranno quindi in vigore i limiti all'uso dell'urea in agricoltura. Limiti che guardano specificamente al bacino padano, ossia Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Tale ulteriore restrizione al settore della nutrizione azotata rappresenta un serio rischio in termini di produttività alla raccolta, soprattutto in considerazione delle altre restrizioni di diversa natura sopra elencate.
Dal 2022 i mercati globali sono condizionati dalla guerra russo-ucraina, alla quale si è più recentemente sovrapposto il conflitto fra Usa e Israele da un lato e Iran dall’altro. La chiusura dello stretto di Hormuz, canale di passaggio di petrolio, gas naturale liquefatto e urea, ha fatto aumentare del 15% circa i prezzi di quest’ultima, inasprendo ulteriormente i bilanci delle aziende agricole.
A ciò si è aggiunta l’apprensione per le conseguenze del cosiddetto Cbam, previsto dal Regolamento (UE) 2023/956 del Parlamento europeo e del Consiglio e Pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 16 maggio 2023.
Questa nuova norma rischia di inasprire ulteriormente i prezzi dei fertilizzanti, aggiungendosi quindi alle altre variabili, normative e di mercato, che stanno appesantendo o che appesantiranno i bilanci delle aziende agricole.
In un tale contesto globale, caratterizzato da scarsità di risorse e prezzi elevati, diventa sempre più strategico puntare su soluzioni che aumentino l’efficienza d’uso dei nutrienti. In tal senso, prodotti come Nutex Power e Marvita Starfix rappresentano un esempio concreto di innovazione in questa direzione.
Il loro utilizzo consente infatti di migliorare l’assimilazione dei nutrienti da parte delle colture, come pure di ridurre le perdite per volatilizzazione e lisciviazione, ottimizzando le dosi complessive dei fertilizzanti tradizionali.
Infine, entrambi i prodotti sostengono lo sviluppo radicale e l’attività microbiologica del suolo, concorrendo a una maggiore resilienza delle piante alle condizioni ambientali avverse perché ciò si traduce anche in una maggiore capacità delle radici di estrarre e traslocare acqua e nutrienti verso le porzioni epigee delle colture, rendendo le colture più resilienti nei confronti degli stress abiotici.
Apportando Nutex Power e Marvita Starfix al momento dei diserbi di pre/post-emergenza si permette infatti ai consorzi di microrganismi di colonizzare velocemente il terreno e di apportare presto i nutrienti necessari allo sviluppo della coltura.
Queste soluzioni si inseriscono quindi perfettamente in un modello di agricoltura più sostenibile, in cui non è più sufficiente “quanto” si apporta, ma diventa fondamentale “come” e “quando” si apporta al fine di sostenere al meglio il fabbisogno nutrizionale durante l’intero ciclo produttivo.
La crisi dei fertilizzanti ha evidenziato la fragilità di un sistema basato su input elevati e poco efficienti. Allo stesso tempo, ha accelerato la transizione verso un’agricoltura più consapevole, orientata all’efficienza e alla sostenibilità.
L’integrazione di prodotti innovativi con buone pratiche agronomiche consente quindi di affrontare le attuali sfide del mercato senza compromettere la fertilità dei suoli né la produttività delle colture. In questo scenario, l’agricoltore non è più solo un utilizzatore di input, ma diventa un gestore attento delle risorse, capace di valorizzare ogni intervento in chiave tecnica ed economica.
Nutex Power è un formulato liquido ad alta concentrazione caratterizzato da un consorzio di batteri della rizosfera unito a funghi micorrizici in grado di garantire l’assorbimento del fosforo e potassio presenti nel terreno con l’azione di solubilizzazione dei fosfati inorganici e mineralizzare degli aggregati organici. Marvita Starfix, contenente micorrize e batteri selezionati per la loro caratterizzazione di azotofissatori e azoto-trasformatori permette di aumentare naturalmente la disponibilità di azoto per le colture: gli azotofissatori agiscono sull’accelerazione del ciclo dell’azoto, mentre i batteri azoto- trasformatori agiscono rispettivamente a livello di fillosfera e rizosfera aumentando la quota delle forme azotate più facilmente assorbibili dalle piante.
A favore della nutrizione delle piante può giocare un ruolo importante la microbiologia. Per esempio, funzionali al miglioramento degli equilibri della fertilità del terreno, Nutex Power e Marvita Starfix sostengono la crescita e le rese delle colture; il tutto utilizzando un approccio di agricoltura sostenibile, riducendo la quota di fertilizzazione minerale e migliorando al contempo la fertilità del suolo.
Analoghi vantaggi si possono ottenere applicando al terreno Marvita Starfix, soluzione formulata come liquido di elevata stabilità contenente micorrize e un consorzio di batteri che svolgono la duplice attività di azoto fissazione e azoto trasformazione. Queste due differenti attività nel terreno, opportunamente combinate fra loro, aumentano naturalmente la disponibilità di azoto per le colture.
Riferimenti
1) FAO e prezzi: indicatori di riferimento
2) Direttiva Nitrati (91/676 CEE)
3) Direttiva (UE) 2025/2360 (tutela dei suoli)
4) Piano Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell'Aria
5) Cbam: Regolamento (UE) 2023/956
FAQ
Perché i prezzi dei fertilizzanti azotati sono collegati direttamente a quelli dell’energia?
Perché la sintesi dei fertilizzanti azotati a partire dall’ammoniaca è molto energivora. Ciò causa significativi aumenti dei prezzi di questi concimi in occorrenza di crisi energetiche di varia origine.
Perché l’azoto è importante nella produttività delle piante coltivate?
L’azoto rientra nella costituzione di molteplici sostanze alla base della vita, dalle proteine agli acidi nucleici (DNA). Una carenza di azoto limita quindi lo sviluppo vegetativo delle colture, causando in seguito un calo della produttività finale anche in termini qualitativi.
Quali sono i fertilizzanti azotati più comunemente impiegati?
Esistono differenti forme di concimi azotati e ciascuno mostra un comportamento leggermente diverso nel terreno e poi nelle piante. Per esempio l’urea, la cui formula chimica è CO(NH2)2, è il fertilizzante azotato più economico, ma per essere utilizzato dalle piante deve prima andare incontro ai processi di nitrificazione operati da specifici batteri del suolo. Esistono poi fertilizzanti a base di nitrato d’ammonio (NH4NO3) o il solfato ammonico [(NH4)2SO4] che differiscono non solo quanto a composizione bensì anche nel comportamento cel terreno: il nitrato d’ammonio vanta un maggior titolo di azoto (34% circa) ed è particolarmente rapido nell’azione. Il solfato ammonico contiene meno azoto (21% circa) e apporta zolfo, elemento essenziale per molti processi metabolici di numerose colture.
Qual è il miglior fertilizzante azotato per la copertura?
I concimi con azoto in forma nitrica per la velocità, i nitrico-ammoniacali per il maggior equilibrio tra le due forme.
Come evitare la perdita di azoto per volatilizzazione?
Il corretto interramento dei concimi ammoniacali e ureici dopo la loro distribuzione in campo permette di minimizzare la quota di azoto ammoniacale persa per volatilizzazione.
Come evitare la perdita di azoto per migrazione nelle acque di falda e superficiali?
Esistono concimi azotati a lenta cessione, capaci quindi di minimizzare la quota persa per lisciviazione. Inoltre, alcune sostanze inibiscono i processi di nitrificazione nel terreno a partire da azoto ammoniacale, contribuendo alla persistenza del concime nel terreno e riducendone le perdite.
Cosa succede se si eccede con l'azoto?
Gli eccessi di fertilizzanti azotati possono generare nelle piante squilibri vegetativi, causa di una minore resistenza meccanica e alle patologie. Inoltre, si possono accumulare nitrati nei frutti.
Che ruolo giocano i batteri simbionti nell’apporto di azoto?
Vi sono alcune specie di batteri che instaurano rapporti simbiontici con le radici delle piante: i batteri captano l’azoto atmosferico e lo mettono a disposizione delle piante, mentre queste ultime danno ai batteri diversi elementi utili alla loro sopravvivenza. Le leguminose, per esempio, traggono da questa simbiosi una quota significativa di azoto, tanto da non necessitare in genere di fertilizzazioni specifiche. Ciò non avviene nei cereali, i quali necessitano di somministrazioni di azoto in forma di concimi.
Esistono batteri che aiutano le piante a rifornirsi di elementi nutritivi?
Sì, alcune specie di batteri azotofissatori operano nel suolo anche senza stabilire con le piante un vero e proprio fenomeno di simbiosi. L’azoto presente nella fase gassosa del terreno, quella che ne occupa di norma la macroporosità, viene catturato da questi batteri e riproposto in forme utili alle piante. La loro presenza può essere moltiplicata somministrando appositi formulati a base di microrganismi utili a tale scopo. Analogamente, esistono batteri che solubilizzano il fosforo presente nel terreno in forme non assimilabili dalle piante, mettendo loro a disposizione una maggior quantità anche di questo elemento.
Che ruolo giocano le micorrize nel terreno?
In natura esistono funghi micorrizici capaci di instaurare rapporti simbiontici con le radici della maggior parte delle piante. A vantaggio delle piante va un maggior assorbimento degli elementi nutritivi presenti nel suolo, mentre a favore dei funghi micorrizici le piante stesse trasferiscono zuccheri e altri nutrienti necessari ai microrganismi per svilupparsi.