Agrofarmaci illegali: come evitare di alimentarne il mercato
Sostenibilità | 22 dicembre 2025

Agrofarmaci illegali: come evitare di alimentarne il mercato

Il fenomeno degli agrofarmaci illegali, cioè contraffatti, contrabbandati o rubati che siano, sta crescendo in modo preoccupante sia in Italia, sia in Europa. La tentazione di acquistare prodotti di dubbia provenienza aumenta quando questi vengano offerti a prezzi significativamente inferiori a quelli circolanti sul mercato ufficiale. Situazione che per esempio può verificarsi quando i prodotti siano frutto di contraffazione: in tal caso i rischi sono molteplici, a partire da quelli a cui si espongono le proprie colture in termini di efficacia e selettività, come pure se stessi quanto a sicurezza degli operatori e delle persone potenzialmente esposte. 


Infine, anche l’ambiente viene esposto a rischi maggiori, in quanto non sono noti i componenti di quei formulati, potenzialmente realizzati con materie prime e coformulanti di bassissimo costo e dai profili tossicologici e ambientali sfavorevoli rispetto a quelli dei prodotti conformemente autorizzati. 


Altra situazione che apre a tali acquisti illegali si genera quando si vogliano applicare agrofarmaci il cui uso è bene non venga tracciato, poiché escluso dai disciplinari di appartenenza o perché il lotto è composto da prodotti ormai revocati e non più disponibili né alla vendita, né all’uso in campo. 

 

Agrofarmaci illegali: un fenomeno in crescita

Nell’anno in corso sono stati diversi i sequestri di agrofarmaci illegali. Per esempio, a Bari sono state bloccate 40 tonnellate di fitostimolanti provenienti dalla Cina, mentre a Napoli otto persone sono state arrestate per traffico di fitofarmaci adulterati, con beni sequestrati per un valore economico di 8 milioni di euro. Anche al Nord tale prassi illecita non sembra placarsi, con l’Operazione Synergy che in Veneto ha portato al sequestro di 450 tonnellate di prodotti illegali, smantellando una rete criminale estesa a più regioni.

Nemmeno dal resto d’Europa giungono però notizie confortanti: secondo Europol, infatti, circa il 10% del mercato europeo degli agrofarmaci è composto da prodotti illegali, spesso importati da Cina e India e poi rietichettati in Europa.

Bene però ricordare che l’uso di prodotti illegali espone gli agricoltori a pesanti sanzioni, perdita delle certificazioni e danni alle coltivazioni, oltre a mettere in pericolo consumatori e ambiente.

Attenzione anche alle merci rubate

Oltre alle confezioni contraffatte, esiste anche la possibilità di acquistare e impiegare prodotti che derivano da furti realizzati ai danni delle rivendite. In tal caso si prefigurano due situazioni distinte: l’acquisto incauto e il reato di ricettazione di merce rubata, o frutto di contrabbando. Sia l’acquisto incauto sia la ricettazione sono entrambi reati, ossia illeciti penali.

La ricettazione è il caso più grave: regolata dall'articolo 648 del Codice Penale, la ricettazione si configura quando si acquisti, si riceva o si occulti beni provenienti da un furto o da altra attività criminale, con la consapevolezza della loro origine illecita e con l'intenzione di trarne profitto. E un agricoltore che acquista un agrofarmaco rubato ricade pienamente in questa casistica. In tal caso, la pena prevista è la reclusione da due a otto anni, a cui si aggiunge una sanzione economica che va da un minimo di 516 euro a un massimo di 10.329.

Meno grave agli occhi della Legge l’incauto acquisto, reato regolato dall’articolo 712 del Codice Penale e che si configura quando si riceve un bene a fronte di un pagamento senza averne accertata scrupolosamente la legittima provenienza, pur avendo motivo di sospettare che provenga da un furto o da altra attività criminale. In tal caso manca cioè la certezza che quel bene derivi da attività criminali. La pena è quindi meno grave: arresto fino a 6 mesi o multa fino a 516 euro. Se quindi si acquistano agrofarmaci e successivamente si scopre che quei prodotti hanno origini illecite, è consigliabile informare immediatamente le Autorità preposte. Ciò consente di evitare di incorrere in situazioni di gran lunga peggiori.

In ogni caso, sia per l’acquisto incauto, sia per la ricettazione, le conseguenze legali sono serie, motivo per il quale si raccomanda di acquistare sempre i prodotti presso le rivendite autorizzate, potendo in tal modo certificare sempre la provenienza dei propri acquisti.

Come contrastare il fenomeno degli agrofarmaci illegali

Dovere di ogni cittadino scrupoloso è quello di non alimentare traffici illeciti e, se possibile, segnalarli alle autorità competenti. In tal senso, per favorire il flusso di segnalazioni è stato istituito uno specifico canale con Agrofarma atto a contrastare eventuali attività illecite che prevedano la commercializzazione o l’utilizzo di agrofarmaci illegali. Agricoltori, tecnici o rivendite che abbiano rilevato tali pratiche illecite possono segnalarle al numero verde 800913083.

Agrofarma ha inoltre previsto periodici incontri con i Nas, i Nuclei antisofisticazioni dei Carabinieri, come pure vengono mantenuti stretti rapporti sia con i depositi sia con i corrieri delle merci, a favore dei quali è stato inoltre realizzato anche uno specifico decalogo comportamentale.

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