Le colture in ambiente protetto sono esposte a molteplici avversità, poiché le condizioni di temperatura e umidità favoriscono sia le piante, sia i parassiti. Per tali ragioni i programmi di difesa, nutrizione e irrigazione vanno pianificati attentamente, articolando fra loro le soluzioni migliori sia in termini di difesa fitosanitaria, sia di nutrizione e di sostegno alla fisiologia delle piante.
In tal senso, si possono seguire approcci tecnici differenti quanto a metodologie di applicazione. Al fianco dei trattamenti fogliari possono infatti trovare ragion d’essere anche le somministrazioni tramite i comuni impianti di fertirrigazione, a patto di scegliere soluzioni fitosanitarie e nutrizionali di ottima solubilità, miscibilità e dalla spiccata sistemia nelle piante.
Nella gamma di Sipcam Italia sono presenti soluzioni sviluppate per soddisfare entrambe le strategie di intervento, proponendo Oikos come formulato vocato sia alle applicazioni fogliari, sia tramite fertirrigazione. Importanti e misurabili sinergie si osservano inoltre quando al prodotto vengono abbinati specifici fisioattivatori, come per esempio Blackjak Soil, sviluppato per le somministrazioni in manichetta, oppure Blackjak Bio, Abyss Pro e Aguademayo, ideali per le applicazioni fogliari.
Fra i parassiti più diffusi in serra, specialmente su pomodoro, va segnalata Tuta absoluta, o Tignola del pomodoro. Le larve di questo lepidottero scavano infatti tortuose gallerie nel mesofillo, lasciando intatta l’epidermide, comportamento questo che conferisce un tipico aspetto trasparente alle foglie minate. Nelle condizioni che si riscontrano nelle serre, questo parassita può arrivare a compiere sino a 10-12 generazioni l’anno, con larve che non vanno in diapausa portando a termine il proprio ciclo biologico in un lasso temporale che spazia da un minimo di 20 giorni, nelle condizioni migliori, a un massimo di quasi 70 giorni nelle condizioni meno favorevoli. Le temperature richieste dall’insetto spaziano infatti da 15°C a 30°C, trovando l’optimum a 27°C.
Gli adulti, ad habitus prevalentemente notturno, vivono al riparo del fogliame e si mostrano alquanto prolifici, con le femmine che possono deporre sino a 250 uova nel corso della vita. Uova che vengono collocate in genere sulla pagina inferiore delle foglie. Al termine dell’attività trofica, le larve si impupano per lo più nel suolo e solo raramente all’interno delle mine da loro stesse scavate nelle foglie.
Il danno per la coltura deriva inizialmente dalla riduzione nella capacità fotosintetica a scapito delle rese quali-quantitative dei raccolti. Quando però le larve raggiungono l'ultima età migrano su fusti e bacche, le quali possono divenire bersaglio della Tignola dopo l'allegagione. Oltre alla perdita dovuta al deprezzamento del raccolto danneggiato, in caso gli attacchi siano particolarmente gravi le bacche possono cadere precocemente, con danni alla produzione che raggiungono anche il 100%. Per tali ragioni il controllo di questo parassita deve iniziare precocemente, durante le prime fasi di sviluppo della coltura, proseguendo poi nel corso dell’intero ciclo produttivo.
Il controllo di Tuta absoluta può avvenire sia per aspersione fogliare diretta, sia tramite fertirrigazione. In entrambi i casi Oikos si qualifica come autentico specialista su pomodoro. Proposto come concentrato emulsionabile di elevata solubilità in acqua, Oikos contiene infatti 26 grammi per litro di azadiractina A e la sua formulazione è stata ottimizzata per l’uso sia in manichetta sia per via fogliare.
Sui parassiti Oikos agisce come regolatore di crescita, inibendo lo sviluppo dell’insetto già a partire dallo stadio di uovo. Inoltre, azadiractina A esplica nei confronti delle larve una spiccata azione repellente e anti-feeding che ne dissuade ulteriormente la proliferazione. Attivo per contatto e ingestione, Oikos offre quindi un meccanismo d'azione multi-sito che fa di questo insetticida la soluzione ideale anche in termine di strategie antiresistenze.
Tra i punti di forza di Oikos spicca infine la sua elevata sistemia acropeta e basipeta, caratteristica che consente alla sostanza attiva di raggiungere i parassiti anche nelle porzioni di chioma non raggiunte direttamente dal trattamento.
Proteggere, nutrire e sostenere al meglio le colture: tre obiettivi che possono essere raggiunti sfruttando le sinergie che si instaurano fra Oikos e alcuni specifici fisioattivatori della gamma di Sipcam Italia come Blackjak Bio, Abyss Pro e Aguademayo. Il progetto “Intake Tech” ha infatti prodotto diverse prove sperimentali che hanno confermato le molteplici interazioni benefiche che nascono fra Oikos e questi prodotti specialistici.
Una volta applicate le miscele alla porzione epigea della coltura, i fisioattivatori innescano infatti una serie di reazioni fisiologiche nel metabolismo delle piante, esaltando ulteriormente la velocità di traslocazione di azadiractina A verso gli apici vegetativi. Un doppio beneficio che si traduce in una maggiore performance di Oikos sui parassiti, Tuta inclusa, e in una produttività superiore sia dal punto di vista quantitativo, sia qualitativo grazie ai benefici diretti apportati alla coltura dai tre fisioattivatori, specialmente in caso si verifichino stress ambientali.
Nelle prime fasi di post-trapianto delle colture orticole, momento di massimo stress per le piantine, queste vanno sostenute con i più opportuni fisioattivatori e protette dai nematodi parassiti come Meloidogyne spp., i cui attacchi mortificano fin da subito il corretto sviluppo radicale con ripercussioni produttive che si misureranno poi alla raccolta.
Efficace, selettivo e utilizzabile anche in agricoltura biologica, Oikos è la soluzione ideale per il controllo precoce dei nematodi grazie all’elevata solubilità e alla spiccata sistemia acropeta che ne favorisce l’uso tramite fertirrigazione. Oikos si applica in manichetta alla dose di 1,5 litri per ettaro, esplicando una significativa attività nematocida sia sulle uova insegmentate, sia sulle larve L2 dei nematodi galligeni. Al contempo, le somministrazioni via fertirrigazione di Oikos contribuiscono anche al contenimento di alcuni parassiti epigei come Tuta absoluta, afidi e aleurodidi.
Partner ideale per Oikos è in tal senso Blackjak Soil, fisioattivatore promotore della radicazione grazie all’esclusiva tecnologia Bridge che abbina acidi umici, fulvici e umine con preziosi peptidi naturali, apportando al contempo anche azoto, fosforo e magnesio. La combinazione equilibrata delle sue componenti permette a Blackjak Soil di migliorare lo sviluppo dell’apparato radicale e la struttura del terreno favorendo la crescita e la produttività finale. Durante le fasi del ciclo produttivo, l’uso regolare in manichetta della miscela di Oikos e Blackjak Soil, abbina quindi la difesa da nematodi e altri parassiti a una maggiore vigoria delle piante.
Riferimenti:
Servizio Fitosanitario Regionale Campania: Tuta absoluta (Meyrick) Tignola del Pomodoro
Università di Padova: Tuta absoluta: dannosità e tecniche di controllo
Oikos via fertirrigazione: i prodotti impiegati
Blackjak Soil: il fisioattivatore per fertirrigazione
FAQ:
Che insetto è la Tuta absoluta?
Tuta absoluta è un lepidottero gelechide noto anche come Phthorimaea absoluta o fillominatrice del pomodoro.
Che origini ha Tuta absoluta?
Tuta absoluta è un insetto endemico dell’area andina del Sudamerica, ove è presente su pomodoro dagli anni '60. Tramite gli usuali mezzi di trasporto commerciali, aerei e navi, l’insetto è poi arrivato in Europa nel 2006 venendo segnalato dapprima in Spagna, salvo diffondendosi rapidamente nei diversi Paesi del bacino del Mediterraneo grazie al clima favorevole e alle ampie superfici coltivate a pomodoro. In Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2008.
Che ciclo ha Tuta absoluta?
Il ciclo biologico di Tuta absoluta è molto rapido, completandosi in un lasso temporale variabile fra 24 e 40 giorni in funzione delle condizioni ambientali. In serra, ove temperature e umidità sono particolarmente favorevoli, può compiere sino a 10-12 generazioni annue. Quattro gli stadi di sviluppo dell’insetto, partendo dalle uova di cui una femmina può deporne sino a 300 unità. Piccole, di forma cilindrica e di colore bianco-giallastro, le uova vengono deposte solitamente sulla pagina inferiore delle foglie, sui germogli o sul calice dei frutti. La schiusa delle uova avviene di norma in 4-10 giorni. Le larvette, dapprima biancastre, poi verdi-rosate, penetrano subito nel mesofillo fogliare ove scavano gallerie (mine), evolvendo in quattro successivi stadi larvali in circa 15 giorni. Una volta mature, le larve si impupano all'interno di bozzoli sericei prevalentemente nel terreno e solo talvolta sulla superficie delle foglie o nelle bacche di pomodoro. Dopo circa 9-11 giorni sfarfallano gli adulti, in forma di piccole falene dalla lunghezza di circa 10 millimetri, di color grigio-argenteo con macchie nere sulle ali. Attivi soprattutto al crepuscolo, gli adulti vivono circa 10-15 giorni, fase nella quale si accoppiano al fine di deporre nuove uova.