Pomodoro da industria 2026: prezzi, accordi e difesa
Colture | 01 luglio 2026

Pomodoro da industria 2026: prezzi, accordi e difesa

La stagione 2026 sta marciando rapidamente anche per le colture che guardano alla trasformazione industriale. In tal senso l’Italia è la seconda produttrice mondiale di pomodoro da industria dopo gli Stati Uniti, ma il comparto patisce attualmente di costi operativi in aumento per fertilizzanti e gasolio e di prezzi per il 2026 fermi a 134 euro la tonnellata, dato questo valido per il comprensorio del solo Nord Italia. 

Dove di produce pomodoro da industria: due le aree in Italia

Le aree di produzione del pomodoro da industria nel Nord Italia sono fondamentalmente concentrate in poche province come Piacenza, Parma e Reggio Emilia in Emilia-Romagna, alle quali si aggiungono Cremona e Mantova per la Lombardia. 
Al Sud è soprattutto Foggia a rappresentare la provincia dagli investimenti maggiori nei pomodori da trasformare. Diverse sono anche le dinamiche produttive e contrattuali che caratterizzano le produzioni di pomodoro da industria, incluse quelle alla base degli accordi sui prezzi fra produttori e industrie di trasformazione.

Produzioni pomodoro da industria: Italia al secondo posto dopo gli Stati Uniti

Nel 2025 l’Italia ha coltivato 78.695 ettari a pomodoro da industria, superando i 5,8 milioni di tonnellate prodotte. Ciò ha permesso di tornare al secondo posto nel ranking mondiale, subito dopo gli Stati Uniti. Nelle regioni settentrionali la campagna 2025 ha visto coltivare circa 45mila ettari per 3 milioni di tonnellate trasformate, mentre il bacino produttivo del Centro-Sud si è fermato a 33.665 ettari per una produzione prossima ai 2,8 milioni di tonnellate. 

Orientamenti produttivi del pomodoro trasformato

Sono 28 gli stabilimenti del Nord Italia che hanno ritirato e trasformato le produzioni nel 2025. Da queste, sono state ricavate prevalentemente polpe (39%), seguite dalle passate (33%), dai concentrati (27%), chiudendo con i sughi pronti, fermi all’1%. A crescere significativamente sono state le passate, la cui quota è salita di dieci punti percentuali rispetto alla campagna 2024. 

Prezzi al conferimento del pomodoro da industria 2026: cosa sapere sulla campagna

La divisione geografica si riverbera anche nelle contrattazioni dei prezzi, poiché le associazioni dei produttori di ogni territorio devono trovare l’accordo con i trasformatori. Ciò porta spesso a differenze nelle remunerazioni dei prodotti conferiti a seconda dell’area geografica di provenienza e di trasformazione, come pure dal livello qualitativo del conferito, il quale deve presentare scarti minimi per bacche verdi o danneggiate, come pure deve avere un grado Brix soddisfacente, ossia uguale o superiore a 5°. 

Contratti per il pomodoro da industria: trattative al Nord concluse a marzo 2026

La campagna produttiva 2026 del pomodoro da industria ha trovato presto gli accordi sui prezzi nel bacino del Nord Italia, ove la trattativa si è conclusa con un accordo quadro, siglato il 27 marzo, per un prezzo di 134 euro per tonnellata. Una cifra che può salire però a 137 euro la tonnellata in caso siano compresi servizi e premialità legate ai tempi di raccolta.


Tale differenza di prezzi, però, non va a vantaggio dei singoli agricoltori, poiché le premialità all’oggetto vengono incassate dalle organizzazioni di produttori (OP) che in tal modo alimentano la propria operatività.


La proposta di 138 euro la tonnellata, avanzata dalle associazioni di agricoltori, non è stata quindi accettata. Inoltre, considerando la sola parte agricola, cioè quella produttiva, affinché i 134 euro la tonnellata permettano di estrarre un profitto concreto servono raccolti non inferiori a 85 tonnellate per ettaro. Ciò poiché nella stagione corrente gli agricoltori stanno fronteggiando aumenti sensibili dei costi per i fertilizzanti e per il gasolio agricolo, nell’ordine del 40-50%, a tutto svantaggio dei bilanci aziendali.

Centro-Sud: manca ancora un prezzo di riferimento

Al momento di pubblicare l’articolo manca ancora il prezzo di conferimento per l’areale Centro-meridionale di produzione. Viste le premesse del Nord Italia, non sembrano raggiungibili nel 2026 le quotazioni spuntate nel 2025, con 147,50 euro la tonnellata per il pomodoro tondo, 155 euro la tonnellata per il pomodoro lungo, con una maggiorazione di 42,50 euro/ t per il biologico. 

 

Qualità della materia prima: Brix, scarti e requisiti industriali. La produttività come unica certezza di reddito

Nei casi migliori, il pomodoro da industria può toccare produzioni da 100 tonnellate per ettaro. A fare la differenza sono in tal senso le irrigazioni puntuali unite a una fertilizzazione bilanciata, meglio se coadiuvata dall’uso dei più opportuni biostimolanti nei momenti chiave del ciclo colturale. A ciò si aggiunge una difesa fitosanitaria efficace contro le principali avversità del pomodoro da industria, ossia malerbe, patogeni e parassiti come la nottua gialla.

Sipcam Italia per il pomodoro da industria: una gamma solida e completa per difesa e nutrizione

Nella gamma di Sipcam Italia sono raccolte molteplici soluzioni nutrizionali e per la difesa fitosanitaria, tali da sostenere e difendere la coltura al meglio guardando a produzioni superiori alla media. La cura del pomodoro da industria rimane infatti l’unica via da seguire per aspirare a ritorni economici soddisfacenti in un mercato difficile. 


Così operando è possibile minimizzare gli scarti, come per esempio le bacche verdi o quelle affette da peronospora o Alternaria, patologie chiave per chi coltivi pomodoro da industria. Parimenti, devono essere minimizzati i danni da insetti, a partire da Heliothis armigera, la nottua gialla del pomodoro. Infine, vanno somministrate le più opportune integrazioni di calcio al fine di scongiurare la formazione di marciumi apicali


Il risultato di tali investimenti è la diminuzione degli scarti al conferimento, come pure l’aumento dei gradi Brix, espressione della percentuale di zuccheri e solidi solubili. Per il pomodoro destinato alla trasformazione, il valore di tale parametro deve essere compreso tra 4,8 e 5,2. Meglio se le partite riescono a raggiungere i 5,5° Brix, permettendo di spuntare prezzi migliori, mentre con valori inferiori a 5° Brix vi è il rischio di subire penalizzazioni.

FAQ

Dove si produce il pomodoro da industria in Italia?
La superficie coltivata a pomodoro da industria è di circa 78.695 ettari, di cui poco più di 45.000 al Nord e circa 33.700 al Centro-Sud. Le province più vocate risultano, al Nord, Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Cremona e Mantova. Al Sud è la provincia di Foggia quella più orientata a questa coltura industriale.

 

Quanto pomodoro da industria si produce in Italia?
Nel 2025 si sono superati i 5,8 milioni di tonnellate prodotte, collocando l’ Italia al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti. Circa 3 milioni di tonnellate trasformate derivano dagli areali del Nord, mentre il bacino produttivo del Centro-Sud si è fermato a 2,8 milioni di tonnellate.

 

Quali sono i prodotti più comuni fra quelli trasformati?
Nel 2025 le polpe hanno rappresentato il 39% delle produzioni, seguite dalle passate con il 33% e dai concentrati con il 27%. Molto inferiori i sughi pronti, fermi all’1%.

 

Come vengono concordati i prezzi per il conferimento alle industrie di trasformazione?
Vengono firmati contratti a prezzo concordato, sia per gli areali del Nord Italia, sia per quelli del Centro-Sud. Di norma i primi trovano conclusione prima dei secondi. Per il 2026 il prezzo concordato per gli agricoltori è di 134 euro la tonnellata al Nord, mentre a metà giugno 2026 non erano stati ancora comunicati i prezzi per gli areali del Centro-Sud. 

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