Cicli colturali più lunghi e condizioni termiche più favorevoli alle avversità: i cambiamenti climatici stanno modificando i rapporti fra colture e parassiti, obbligando ad aggiornare periodicamente i programmi di difesa al fine di mantenerne l’efficacia senza diminuirne la sostenibilità ambientale ed economica.
Fra i parassiti delle colture agrarie che più stanno beneficiando dei nuovi scenari ricade Ceratitis capitata, nota anche come Mosca mediterranea della frutta, in quanto diffusa soprattutto nei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
Da non confondersi con i moscerini che comunemente si rinvengono sulla frutta in post-raccolta, come accade per esempio in ambiente domestico, la mosca della frutta è un dittero Brachicero i cui adulti presentano dimensioni contenute, fra i 4 e i 6 millimetri di lunghezza, e un addome tondeggiante di colore giallo-arancio che termina a punta. Estremamente prolifico e polifago, questo parassita colpisce numerose colture dall’elevato valore economico. A patire maggiormente dei suoi attacchi sono infatti agrumi, actinidia, drupacee, pomacee, kaki, fico e alcune specie tropicali. Nei frutti questo dittero fitofago penetrerà in forma di larva, proliferando poi nella polpa e causando marciumi, cascola e perdita di valore commerciale.
L’insetto presenta infatti 3 stadi larvali e quando giunge allo stadio di larva matura si impupa nel terreno. Ciò avviene di norma al termine della stagione, in autunno, quando si abbassano le temperature. Dopo aver svernato allo stadio di pupa, la mosca della frutta darà poi origine ai primi nuovi adulti, iniziando a rinvenirsi nei frutteti già a inizio primavera.
In media, Ceratitis capitata dà origine a 3-4 generazioni nelle regioni settentrionali, più fresche, mentre può giungere sino a 6-7 generazioni nelle regioni meridionali, potendo attaccare infatti anche gli agrumi nei mesi autunnali.
Circa i danni provocati, questi sono molteplici: le prime lesioni che poi daranno vita a marcescenze vengono prodotte dalle femmine che penetrano la cuticola dei frutti con il proprio ovopositore, deponendo le uova. Da queste, nel volgere di pochi giorni schiuderanno le larvette di 1a età che si approfondiranno velocemente nella polpa, creando rammollimenti a cui seguiranno marciumi più o meno estesi. Per scongiurare tali danni è necessario seguire programmi di difesa che integrino diverse strategie d’intervento.
La prima attività necessaria al controllo ottimale della Mosca delle frutta è il monitoraggio delle popolazioni in campo. Ciò può essere effettuato apponendo precocemente nei frutteti apposite trappole capaci di attrarre e catturare gli adulti.
Già dai primi mesi primaverili è quindi bene iniziare a monitorare gli andamenti dei voli, tramite controlli almeno settimanali che devono poi intensificarsi con l’aumento delle temperature.
I trend climatici attuali presentano con crescente frequenza inverni miti seguiti da primavere fresche e piovose. Ciò favorisce lo sviluppo anticipato di Ceratitis capitata, consigliandone un monitoraggio precoce al fine di intraprendere tempestivamente le contromisure più idonee.
La difesa delle colture dalla Mosca mediterranea della frutta richiede quindi approcci sempre più integrati, sia in termini di monitoraggio del parassita in campo, sia di soluzioni specialistiche atte a controllarne le popolazioni. In tal senso, un’alternativa agli insetticidi efficace e sostenibile è Delmur Trap, trappola basata sulla tecnologia “Attract & Kill” e per tale ragione utilizzabile anche in agricoltura biologica.
Alla base della trappola risiede un’esca alimentare altamente efficace nell’attirare gli adulti di Ceratitis capitata all’interno della struttura. Non essendo generata da sostanze ormonali, bensì da esche proteiche alimentari, la cattura avviene per i maschi e grazie all’alto potere attrattivo con una maggiore cattura delle femmine che sono le dirette responsabili del danno alla frutta.
Gli insetti che entrano nella trappola non sono poi in grado di uscirne, grazie allo speciale design strutturale che ne facilita l’ingresso, rendendone pressoché impossibile l’evasione. Ad attenderli all’interno vi è poi una superficie trattata con deltametrina in ragione di 0,015 grammi per trappola. Le mosche muoiono quindi all’interno della trappola, consentendo l’utilizzo di Delmur Trap come sistema utile al monitoraggio dei voli, e alla riduzione della popolazione del parassita in campo.
L’esca alimentare è altamente attrattiva per Ceratitis capitata, risultando efficace per almeno sei mesi (180 giorni) nella sua azione di richiamo. Per tale ragione, le trappole vanno installate in campo fin dalle primissime presenze dell’insetto e lasciandole nel frutteto anche nel post-raccolta, potendo estendere la cattura sino ad autunno inoltrato. Ciò permetterà di abbassare significativamente la popolazione del parassita a tutto vantaggio anche della stagione produttiva seguente.
Le trappole vanno collocate in campo con una densità di 50-80 unità per ettaro, distribuendole uniformemente nel frutteto e posizionandole nella parte sud della chioma a un’altezza di 1,40-1,80 metri.
Oltre all’efficacia agronomica, tra i principali vantaggi di Delmur Trap vanno ricordati l’assenza di LMR e di intervalli di sicurezza, caratteristiche che ne favoriscono l’impiego nei disciplinari di produzione integrata e biologica, contribuendo al contenimento di Ceratitis capitata con un ridotto impatto su ambiente e residui.
In caso la pressione della Mosca lo richieda è necessario intervenire con trattamenti insetticidi a piena chioma, al fine di proteggere i frutti con prodotti efficaci e affidabili. In tal senso Sipcam Italia propone tre soluzioni specialistiche, ossia Epik SL, Oikos Top e Trebon Up.
• Epik SL: è un formulato liquido che contiene 50 grammi per litro di acetamiprid, sostanza attiva di eccellente sistemia che agisce sui recettori nicotinici dell’acetilcolina degli insetti (Gruppo Irac 4A).
• Oikos Top: emulsione concentrata a base di azadiractina A in ragione di 10 grammi per litro. Appositamente sviluppato per le applicazioni fogliari, Oikos Top è anch’esso altamente sistemico ed è utilizzabile anche in agricoltura biologica grazie alla sua origine naturale. Sugli insetti offre un triplice meccanismo d’azione, operando in guisa di regolatore di crescita ed esplicando al contempo un’efficacia azione repellente e anti-feeding.
• Trebon Up: liquido emulsionabile al 30% di etofenprox, questo insetticida spicca per il rapido potere abbattente e la buona persistenza sulle superfici trattate. Negli insetti interferisce con la trasmissione degli impulsi nervosi alterando la funzionalità dei canali del sodio (Gruppo Irac 3A).
Oltre alla Mosca della frutta, l’uso in strategia di questi tre insetticidi permette di controllare anche numerosi parassiti di altre specie, contribuendo anche alla corretta gestione delle resistenze.
Riferimenti:
1) Regione Emilia-Romagna: Ceratitis capitata
Che cos'e la mosca della frutta?
Da non confondersi con i moscerini che comunemente si rinvengono sulla frutta in post-raccolta, la Mosca della frutta (Ceratitis capitata) è un dittero Brachicero i cui adulti presentano dimensioni contenute, fra i 4 e i 6 millimetri di lunghezza, e un addome tondeggiante di colore giallo-arancio che termina a punta.
Quali frutti attacca Ceratitis capitata?
Preferenzialmente la Mosca della frutta attacca agrumi, actinidia, drupacee, pomacee, kaki, fico e alcune specie tropicali.
Come riconoscere i danni della mosca della frutta?
La buccia e la polpa dei frutti presentano lesioni, rammollimenti, marciumi estesi, cascola e perdita di valore commerciale.
Quando compare la mosca mediterranea della frutta?
Gli adulti della prima generazione compaiono in primavera, quando le condizioni termiche e di umidità ne favoriranno i voli, ossia fra i 14 e i 16°C come media giornaliera.
Quali sintomi si osservano sui frutti attaccati?
Osservando da vicino i frutti si rilevano inizialmente macchie scure di piccole dimensioni, causate dalla penetrazione dell’ovopositore della femmina. Dopo qualche giorno queste aree rammolliscono e marciscono.
Dove si trovano nei frutti le larve di Ceratitis capitata?
All’interno dei frutti colpiti si rinvengono le larvette di prima, seconda e terza età, a seconda del tempo intercorso dall’ovideposizione. Queste si nutrono della polpa scavandovi gallerie all’interno.
Quante generazioni può compiere la Mosca della frutta in Italia?
Ceratitis capitata può compiere da 3 a 7 generazioni all'anno a seconda del territorio e del clima che lo caratterizza. Nelle regioni del Sud Italia, per esempio, le ultime generazioni
Come si può controllare la Mosca della frutta?
La prima attenzione da porre in campo è nel monitoraggio degli adulti. Questo può essere attuato tramite trappole dalla duplice funzione, potendo catturare massicciamente gli insetti diminuendone in tal modo la popolazione.
Come funziona la tecnica Attract&Kill?
Le trappole impiegate per la tecnica Attract&Kill attraggono gli adulti, maschi e femmine, grazie a un’esca proteica. Il design della trappola deve essere tale da impedire agli insetti di uscire una volta entrati. Infine, va prevista la presenza di un insetticida efficace nei confronti della Mosca della frutta.
Contro la mosca della frutta si effettuano anche trattamenti insetticidi?
Sì. Quando la popolazione lo giustifica, è consigliabile applicare per via fogliare specifici insetticidi, curando di raggiungere la vegetazione in modo omogeneo, soprattutto per quanto riguarda i frutti. In tal senso sono impiegabili insetticidi come Oikos Top (azadiractina A), Epik SL (acetamiprid) e Trebon Up (etofenprox). Il loro uso in strategia permette di controllare efficacemente la Mosca della frutta fino a ridosso della raccolta.
Quali precauzione si devono prendere prima di effettuare un trattamento insetticida?
Prima di ogni intervento fitosanitario vanno controllate scrupolosamente l’etichetta autorizzata dal Ministero della Salute del prodotto che si intende impiegare. In tal modo si possono verificare le colture registrate e i parassiti per i quali il prodotto è ammesso. Inoltre, sono riportate le dosi da rispettare e l’intervallo di giorni che si deve rispettare fra l’ultimo trattamento e la raccolta della frutta.