Bactrocera oleae: trappole per la difesa integrata contro la Mosca dell'olivo
Colture | 10 luglio 2026

Bactrocera oleae: trappole per la difesa integrata contro la Mosca dell'olivo

Dal mese di luglio iniziano a moltiplicarsi significativamente le popolazioni di Bactrocera oleae, la Mosca dell’olivo. Le pratiche per il controllo di questo specifico parassita sono state a lungo concentrate in passato nei mesi che spaziano da fine estate a inizio autunno, poiché l’insetto portava i massimi danni tra fine settembre e inizio novembre, a ridosso della piena maturazione delle olive.


In passato, la disponibilità di insetticidi ad ampio spettro come dimetoato o fosmet ne permetteva un efficace controllo, ma la revoca di entrambe le sostanze attive ha ridotto il numero di soluzioni fitosanitarie impiegabili nel contrasto alla Mosca. Tale impoverimento di soluzioni insetticide è in linea con gli obiettivi della Revisione europea degli agrofarmaci che ha comportato la revoca di molte soluzioni di comprovata efficacia.


Al contempo, da parte della filiera sono aumentate le richieste di un’agricoltura sempre più sostenibile, sia sul fronte ambientale, sia sugli aspetti tossicologici e residuali. La somma delle due tendenze, ossia la riduzione di soluzioni e le mutate sensibilità dei mercati, ha quindi stimolato lo sviluppo di soluzioni innovative che permettessero di controllare la Mosca dell’olivo incontrando al contempo le prerogative dei nuovi scenari commerciali, normativi e sociali. 


In tal senso le trappole Attract&Kill, contenenti esche attrattive e insetticidi localizzati al loro interno, integrano alla perfezione i programmi di difesa dalla Mosca dell’olivo. Il loro utilizzo permette infatti di abbattere la popolazione di Bactrocera oleae, applicando insetticidi a piena chioma solo quando necessario.

Delmur Trap Dacus: i vantaggi della strategia “Attract & Kill”

La tecnologia “Attract & Kill” si basa sull’abbinamento di un’esca attrattiva e di un insetticida ad ampio spettro, come per esempio un piretroide. Gli adulti della Mosca, sia maschi sia femmine, vengono catturati in tal modo dalla trappola, la quale può quindi essere impiegata anche per monitorare la presenza del parassita.


La collocazione di molteplici trappole nell’oliveto permette al contempo di esercitare anche un’efficace azione preventiva a carico degli adulti, la cui popolazione viene ridotta numericamente prima che possa deporre un numero significativo di uova.


Un risultato, questo, di alto valore, sapendo che una femmina di Bactrocera oleae può deporre tra le 200 e le 300 uova nell’arco della vita. Per ogni femmina eliminata si possono quindi preservare almeno 200-300 olive. 

Mosca dell’olivo: caratteristiche, ciclo e danni

La Mosca olearia è un dittero Brachicero della sottofamiglia Dacinae. La denominazione precedente dell’insetto, infatti, era Dacus oleae. Il suo ciclo presenta quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto. In inverno l’insetto si annida nei primi centimetri del terreno come pupa, oppure, in alcuni casi, può svernare all’interno delle olive rimaste sulla pianta.


Lo sfarfallamento come adulto avviene poi in primavera, con i primissimi voli che possono avvenire già in aprile a dare poi le generazioni successive. Queste possono essere 2-3 nei climi più freddi, meno ospitali per il parassita, salendo a 6-7 negli ambienti più miti, ossia quelli più idonei al completamento del ciclo in tempi relativamente stretti. In estate, a meno di temperature torride, la Mosca olearia può infatti portare a compimento un intero ciclo in sole tre settimane. Ciò rende più complesse le strategie per il suo controllo, richiedendo un attento monitoraggio delle popolazioni fin da inizio maggio.


Al contrario, l’insetto patisce temperature molto elevate, soprattutto se si manifestano a lungo. Anche la scarsità di precipitazioni influisce negativamente sulle potenzialità riproduttive di Bactrocera oleae. Nel caso opposto, con estati fresche e a tratti piovose, il parassita trova invece le migliori condizioni per moltiplicarsi, anticipando anche la presenza sulle olive in via di sviluppo. Infine, autunni miti e umidi prolungano ulteriormente la presenza dell’insetto, mantenendo elevata la necessità di proteggere le drupe dai suoi attacchi.


Quanto a danni, Bactrocera oleae li apporta prevalentemente allo stadio di larva, essendo l’insetto ad attitudine carpofaga. Dopo la deposizione delle uova, operata dalle femmine penetrando la cuticola della drupa con l’ovopositore, la larvetta schiude in pochi giorni e si approfondisce immediatamente nella polpa, causando danni diretti e indiretti. La creazione delle gallerie aumenta infatti il grado di irrancidimento della componente lipidica delle olive, come pure apre la strada a marciumi di carattere saprofitico. Fra i danni indiretti apportati dalla Mosca vi è infine la diffusione della Rogna dell’olivo, malattia batterica dell’olivo causata da Pseudomonas savastanoi.

Delmur Trap Dacus: utilizzabile anche in biologico

Soluzione di riferimento in tal senso è Delmur Trap Dacus, trappola alla base della quale è collocato il dispenser impregnato di una speciale miscela di esche proteiche alimentari in grado di catturare i maschi e grazie all’alto potere attrattivo anche le femmine che sono le dirette responsabili del danno alle olive. Il coperchio della trappola risulta invece trattato internamente con deltametrina in ragione di 0,015 g/trappola.


Prerogativa indispensabile per una efficace soluzione “Attract & Kill” è quella di impedire alle mosche di uscire dalla trappola una volta entrati. Tale condizione è stata realizzata in Delmur Trap Dacus tramite uno speciale dispositivo brevettato che impedisce agli adulti di evadere una volta entrati. Anche volando casualmente, non vi è quindi modo per l’insetto di ritrovare la via d’uscita. 

Efficace per la difesa integrata e biologica

Oltre all’efficacia complessiva, Delmur Trap Dacus offre anche ulteriori vantaggi funzionali proprio alle più stringenti richieste della filiera. Tra i numerosi vantaggi vi è infatti la mancanza di un limite massimo residui (LMR), poiché non vi è trattamento diretto alle piante, come pure non sono previsti intervalli di sicurezza. Ciò fa di Delmur Trap Dacus, un importante mezzo di controllo da inserire nei disciplinari in produzione integrata e biologica.

Efficacia fino a 180 giorni

Grazie alla persistenza dell’esca proteica ad azione attrattiva, la cattura degli adulti di Bactrocera oleae tramite Delmur Trap Dacus è molto prolungata nel tempo, sino a 180 giorni. In tal modo si possono monitorarne i voli e catturare gli adulti per l’intera durata della stagione olivicola, andando anche oltre il periodo di raccolta.

 
Le trappole possono infatti essere lasciate negli oliveti anche quando le olive siano ormai state tratte al sicuro nei frantoi, permettendo a Delmur Trap Dacus di contenere ulteriormente la popolazione della Mosca olearia in vista della stagione successiva. 

Consigli di impiego: densità di posizionamento per ettaro e finestra temporale ottimale

Le trappole si applicano una sola volta l’anno e vanno posizionate uniformemente negli oliveti in ragione di 50 unità all’ettaro. Un numero significativamente inferiore alle 80 unità per ettaro mediamente consigliate per altre soluzioni similari presenti sul mercato.


Per ottenere il massimo dell’efficacia attrattiva, è bene applicare Delmur Trap Dacus nelle zone degli alberi più esposte, aumentando la densità delle installazioni in situazioni specifiche, ossia quelle con maggiore pressione del parassita.


Quanto al momento ottimale per collocare le trappole nell’oliveto, questo cade a partire dal mese di giugno, o comunque in corrispondenza dell’inizio dei voli della prima generazione della Mosca olearia. La lunga durata d’azione di Delmur Trap Dacus ne amplifica infatti la flessibilità d’uso, consentendo posizionamenti precoci già nel corso della primavera. 

Epik SL e Oikos Top: lotta insetticida per una strategia integrata

Oltre a contare sull’efficacia di Delmur Trap Dacus, in alcuni frangenti possono essere necessarie anche applicazioni di insetticidi specifici per Bactrocera oleae. In tal senso, si possono impiegare due soluzioni dedicate come Epik SL e Oikos Top

  • Epik SL: formulato liquido a base di acetamiprid (50 g/L). Questa sostanza attiva offre una eccellente sistemia e agisce sui recettori nicotinici dell’acetilcolina degli insetti (Gruppo Irac 4A). 
  • Oikos Top: emulsione concentrata contenente azadiractina A (10 g/L). Appositamente sviluppato per le applicazioni fogliari, Oikos Top è altamente sistemico ed è utilizzabile anche in agricoltura biologica grazie alla sua origine naturale. Sugli insetti offre un triplice meccanismo d’azione, operando in guisa di regolatore di crescita ed esplicando al contempo un’efficacia azione repellente e anti-feeding. 

Oltre alla Mosca dell’olivo, l’uso in strategia di questi due insetticidi permette di controllare anche numerosi parassiti di altre specie, contribuendo parimenti alla corretta gestione delle resistenze. Epik SL controlla infatti anche Tignola (Prays oleae), Sputacchina (Phylaenus spumarius) e Cecidomia (Dasineura oleae). 

Mosca, Tignola e Cecidomia sono previste anche dall’etichetta di Oikos Top, il nuovo formulato a base di Azadiractina 10 g/l in grado di massimizzare la veicolazione del principio attivo nei tessuti della pianta e impiegabile su olivo con un breve l’intervallo di sicurezza, pari a soli 3 giorni. 

La combinazione strategica di Epik SL e Oikos Top offre una protezione prolungata dell'oliveto contro numerosi parassiti. Questo approccio garantisce una gestione flessibile delle avversità, salvaguardando la resa della raccolta sia in termini di qualità che di quantità.

 

Leggi anche: Mosca della frutta: l'uso di trappole in difesa integrata

FAQ

Che cos'e la Mosca dell’olivo?
La Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) è un dittero Brachicero i cui adulti presentano dimensioni contenute, intorno ai 5 millimetri di lunghezza. Il colore di fondo è bruno-dorato, mentre il capo appare rossiccio con occhi verdi dai riflessi metallici.

Quando compare la Mosca dell’olivo? 
Gli adulti della prima generazione compaiono in primavera, quando le condizioni termiche e di umidità ne favoriranno i voli, con medie giornaliere superiori ai 15°C.

Quante generazioni può compiere la Mosca della frutta in Italia?
Bactrocera oleae può compiere da 3 a 7 generazioni l'anno a seconda del territorio e del clima che lo caratterizza. Nelle regioni del Sud Italia, per esempio, le ultime generazioni compaiono in pieno autunno.

Come riconoscere i danni della Mosca dell’olivo?
La buccia delle olive attaccate presenta le tipiche lesioni dovute alla penetrazione degli ovopositori delle femmine. In seguito, a causa delle penetrazioni delle larve, si svilupperanno rammollimenti della polpa delle drupe nelle quali si insedieranno funghi saprofiti. Infine, le materie grasse presenti nelle olive andranno incontro a irrancidimenti con relativa perdita di valore commerciale.

Come si può controllare la Mosca dell’olivo?
La prima attenzione da porre in campo è nel monitoraggio degli adulti. Questo può essere attuato tramite trappole dalla duplice funzione, potendo catturare massicciamente gli insetti diminuendone in tal modo la popolazione.

Come funziona la tecnica Attract&Kill?
Le trappole impiegate per la tecnica Attract&Kill attraggono gli adulti, maschi e femmine, grazie a un’esca proteica. Il design della trappola deve essere tale da impedire agli insetti di uscire una volta entrati. Infine, va prevista la presenza di un insetticida efficace nei confronti della Mosca dell’olivo. 

Contro la Mosca dell’olivo si effettuano anche trattamenti insetticidi? 
Sì. Quando la popolazione lo giustifica, è consigliabile applicare per via fogliare specifici insetticidi, curando di raggiungere la vegetazione in modo omogeneo, soprattutto per quanto riguarda i frutti. In tal senso sono impiegabili insetticidi come Oikos Top (azadiractina A) ed Epik SL (acetamiprid). Il loro uso in strategia permette di controllare efficacemente la Mosca dell’olivo fino a ridosso della raccolta. 

Quali precauzione si devono prendere prima di effettuare un trattamento insetticida?
Prima di ogni intervento fitosanitario vanno controllate scrupolosamente l’etichetta autorizzata dal Ministero della Salute del prodotto che si intende impiegare. In tal modo si possono verificare le colture registrate e i parassiti per i quali il prodotto è ammesso. Inoltre, sono riportate le dosi da rispettare e l’intervallo di giorni che si deve rispettare fra l’ultimo trattamento e la raccolta delle olive.

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